Perché le politiche adottate finora dalla presidenza Macron per far fronte all’estremismo in Francia si stanno dimostrando sbagliate?
Perché le politiche adottate finora dalla presidenza Macron per far fronte all’estremismo in Francia si stanno dimostrando sbagliate?
“Jihād senza Spada” rinnova il suo appello rivolto in particolare ai paesi musulmani, affinché vengano moltiplicati gli sforzi a sostegno della fascia giovanile e dei minori all’interno del campo profughi di Al Hol in Siria.
Per “prevenire” la radicalizzazione “online”, occorre moltiplicare su internet le vie di contrasto al “discorso” estremista, che è del tutto antitetico al messaggio dell’Islam autentico.
Tra gli ex “foreign fighters” che hanno denunciato l’esperienza in Siria e Iraq nei ranghi dell’ISIS, c’è Laura Passoni, belga di origini italiane che oggi mette in guardia i musulmani dal cadere nella trappola dell’estremismo.
I figli dei militanti dell’ISIS nei campi in Siria e Iraq saranno i terroristi di domani? La risposta è no, se il loro trattamento si conformerà al Corano e agli insegnamenti del Profeta (saw).
Emiro degli “sviati”, “sviatore” e “sviato” egli stesso, è così che va ricordato Al Zawahiri, il leader di Al Qāʿida morto in Afghanistan, più “miscredente” dei “miscredenti” che sosteneva di combattere.
Appartengo a una comunità di musulmani di origine italiana. I recenti attacchi terroristici a Parigi, Nizza e Vienna, mi ha fatto rendere conto dell’inadeguatezza dei nostri “sforzi” contro l’estremismo.
The great battle Muslims are called to fight today “in the path to Allah”, it is the one against those who advocate for the use of violence in the name of Islam.
La battaglia che i musulmani sono chiamati a combattere oggi “sulla via di Allah” è contro i fautori dell’uso della violenza in nome dell’Islam.
La strumentalizzazione della vicenda di Charlie Hebdo ha gettato nuova luce sull’attuale realtà del Pakistan, dove l’estremismo non cessa di manipolare la religiosità della popolazione, con gravi ripercussioni in ambito internazionale.
L’ISIS ha ricostituito le proprie forze in Siria e Iraq, ed è intenzionato a dare vita a una lunga guerra di “logoramento” estesa anche all’Africa e all’Asia. Mentre resta pronto a colpire l’Europa con nuovi attacchi terroristici.
Se il terrorismo dell’ISIS e di Al Qāʿida sta lentamente, e speriamo inesorabilmente, allentando la sua morsa sullo Sham, un nuovo pericolo emerge dal nord
Con testi tratti o ispirati dal Corano, accompagnati da incantevoli melodie non strumentali, i ‘nashīd’ sono nati per facilitare al credente l’elevazione interiore necessaria ad avvicinarsi il più possibile ad Allah (swt), lungo il cammino del proprio “jihad” spirituale.
Viene ormai comunemente descritto come il nuovo “rifugio sicuro” dell’ISIS: è il campo profughi di Al Hol nel nord-est della Siria, provincia di Hasaka, luogo all’interno del quale l’esperienza del sedicente “Stato Islamico” prosegue senza interruzioni.
Radicalizzato e radicalizzatore: è questo il profilo di Nicola Ferrari, il 38enne arrestato dai Carabinieri del Ros e del Comando di Milano per “istigazione a delinquere”, con l’aggravante della finalità di terrorismo internazionale.