Il ritorno dei Talebani in Afghanistan ha avuto una vasta eco presso i musulmani di tutto il mondo. Sull’argomento, tuttavia, i fedeli dell’Islām si mostrano divisi e confusi.
Il ritorno dei Talebani in Afghanistan ha avuto una vasta eco presso i musulmani di tutto il mondo. Sull’argomento, tuttavia, i fedeli dell’Islām si mostrano divisi e confusi.
“Islām is NOT a Religion of Peace”, the self-styled “falsehood shooter” firmly maintains on Instagram. But are you really sure to be “guided” by “the light of Quʼran and Sunnah”, as you boast about? Or, most likely, you are just people who have been “blinded” by Iblīs’ deception of extremism?
“L’Islām NON È una religione di Pace”, sostengono fermamente su Instagram gli auto-proclamatisi “cecchini che sparano alle menzogne”. Ma siete davvero sicuri come dite di essere “guidati” dalla “luce del Qu’ran e della Sunnah”? O siete solo “accecati” da Iblīs?
No one can better explain what the deception of extremism is about than those who had direct knowledge of it, and thus came to realize
L’impegno nella lotta all’estremismo è anche misura della “fede” di ogni musulmano, di una “fede” che Allāh (swt) vuole forte e coraggiosa, degna del Profeta Ibrahim (saw) e del Profeta Muhammad (saw).
Tra i capitoli della vicenda legata a Charlie Hebdo, poco conosciuto in Italia è quello che ha come protagonista l’ex militante estremista, Farid Benyettou.
La vigilia del decennale del raid di Abbotabad, la località del Pakistan dove è stato catturato Osama Bin Laden, impone profonde riflessioni sulla scia di quanto già evidenziato in occasione della morte del numero due di Al Qāʿida Al Zawahiri.
Per “prevenire” la radicalizzazione “online”, occorre moltiplicare su internet le vie di contrasto al “discorso” estremista, che è del tutto antitetico al messaggio dell’Islam autentico.
The great battle Muslims are called to fight today “in the path to Allah”, it is the one against those who advocate for the use of violence in the name of Islam.
La battaglia che i musulmani sono chiamati a combattere oggi “sulla via di Allah” è contro i fautori dell’uso della violenza in nome dell’Islam.
Sgomento, condivisone del dolore, ma anche un forte senso di rabbia e frustrazione: è quanto risiede nelle menti e nei cuori dei musulmani di fronte all’ennesimo attacco terroristico compiuto in Francia, sempre e impropriamente in nome dell’Islam.
Pubblichiamo la testimonianza di una lettrice di “Jihād senza Spada”, che ci racconta una storia di radicalizzazione realmente avvenuta in Italia. Una storia di tutti i giorni, legata a recenti fatti di cronaca, che va letta e condivisa affinché non si ripeta mai più.
L’ISIS ha ricostituito le proprie forze in Siria e Iraq, ed è intenzionato a dare vita a una lunga guerra di “logoramento” estesa anche all’Africa e all’Asia. Mentre resta pronto a colpire l’Europa con nuovi attacchi terroristici.
Se il terrorismo dell’ISIS e di Al Qāʿida sta lentamente, e speriamo inesorabilmente, allentando la sua morsa sullo Sham, un nuovo pericolo emerge dal nord
Islām religione di pace. Il Corano rivelato da Allāh (swt) e gli Hadīth del Profeta Muhammad condannano categoricamente l’estremismo, poichè stravolge il messaggio, lo spirito e i contenuti dell’Islām autentico.