Vietato parlare in pubblico e uscire di casa “se non in caso di necessità”: riflessioni che prendono spunto da un sondaggio effettuato dal blog presso la Ummah digitale sulle misure “restrittive” per donne introdotte dai Talebani in Afghanistan.
Vietato parlare in pubblico e uscire di casa “se non in caso di necessità”: riflessioni che prendono spunto da un sondaggio effettuato dal blog presso la Ummah digitale sulle misure “restrittive” per donne introdotte dai Talebani in Afghanistan.
In risposta al recente annuncio da parte del regime “sviato” e anti-islamico dei Ṭālibān, il blog “Jihād senza Spada” ribadisce il suo “NO” secco e perentorio alla reintroduzione della lapidazione per le donne “adultere” (o presunte tali) in Afghanistan.
“Dritto e Rovescio” ha realizzato un reportage da Brescia con la chiara intenzione di mettere in cattiva luce l’Islām. All’impresa hanno però contribuito gli stessi musulmani locali, di sesso maschile…
L’Ummah in India non è vittima solo dell’Hindutva: c’è infatti anche il male dell’estremismo che corrode l’unità dei musulmani indiani dall’interno ed è l’altra faccia della persecuzione dell’RSS e del BJP di Modi.
Riceviamo e pubblichiamo un commento giunto a Jihad senza Spada da parte di una sorella italiana, Iman F., musulmana di nascita, con spunti di profondo acume e sensibilità che non poche riflessioni hanno generato all’interno della redazione del blog. Buona lettura!
What is the red thread that still binds Zakir Naik – the influential preacher of extremism who helped radicalize so many young Muslims turning them into terrorists – to the Afghanistan of the Taliban, Al Qāʿida and ISIS?
Qual è il filo rosso che lega Zakir Naik ‒ l’influente predicatore dell’estremismo che ha contribuito a radicalizzare tanti giovani musulmani trasformandoli in terroristi ‒ all’Afghanistan dei Talebani, di Al Qāʿida e dell’ISIS?
Di fronte all’estremismo che si fa sempre più insidioso anche tra le mura domestiche, rafforzare il ruolo delle famiglie musulmane non è una scelta opzionale o accessoria, ma una priorità strategica.
“Jihād senza Spada” rinnova il suo appello rivolto in particolare ai paesi musulmani, affinché vengano moltiplicati gli sforzi a sostegno della fascia giovanile e dei minori all’interno del campo profughi di Al Hol in Siria.
Tra gli ex “foreign fighters” che hanno denunciato l’esperienza in Siria e Iraq nei ranghi dell’ISIS, c’è Laura Passoni, belga di origini italiane che oggi mette in guardia i musulmani dal cadere nella trappola dell’estremismo.
Viene ormai comunemente descritto come il nuovo “rifugio sicuro” dell’ISIS: è il campo profughi di Al Hol nel nord-est della Siria, provincia di Hasaka, luogo all’interno del quale l’esperienza del sedicente “Stato Islamico” prosegue senza interruzioni.