MUSULMANI DI “ESTREMA SINISTRA”? ḤARĀM!

Gli agenti della fitnah al servizio di Shayṭān possono assumere le sembianze più svariate. Per quei musulmani che in paesi come l’Italia non cadono nella trappola dell’estremismo in versione “anti-stato islamico” (ISIS) o al-Qāʿida, ecco così pronta una nuova calamita per attirarli lontano dalla “retta via” (Ṣirāṭ al-Mustaqīm), spezzando l’unità della Ummah. Parliamo della minaccia rappresentata da quei gruppi e movimenti che fanno capo ai cosiddetti “centri sociali” e che si collocano all’estrema sinistra dello spettro politico-ideologico-subculturale. Una minaccia nata e cresciuta al di fuori della Ummah, ma che da qualche tempo a questa parte ha messo la Ummah nel mirino per sottrarle i musulmani della nuova generazione e trasformarli in militanti “anarchici” o “comunisti combattenti”, che d’islamico non hanno proprio un bel nulla.

Evidentemente, tali gruppi e movimenti sono a corto di adepti tra i giovani di origine italiana e pertanto puntano al reclutamento sia dei musulmani figli d’immigrati o già di seconda generazione, che dei migranti, tra i quali vi è un buon numero di fratelli e sorelle provenienti da vari paesi del mondo. L’esca per farli abboccare è un impasto di propaganda e slogan contro discriminazioni, razzismo e sfruttamento, a cui si aggiunge la richiesta di permessi di soggiorno “incondizionati” e della cittadinanza “per tutti i bambini nati in Italia”: così recitano i loro manifesti di lotta e sciopero, realizzati al computer da qualche “rivoluzionario” o “rivoluzionaria” con i capelli rasta e l’anello al naso, tra un drink e l’altro, canne e musica assordante. Cosa hanno a che fare i musulmani con questa gente?

Niente, la risposta è ovvia. Eppure, sono sempre di più i giovani musulmani che si lasciano ammaliare dalle sirene di “Radio Onda Rossa” e che pensano di poter ottenere giustizia associandosi a chi indossa la maglietta degli idoli Marx, Lenin e Che Guevara. Eccoli allora prendere parte a manifestazioni e proteste di piazza, ma non solo: ai “compagni” servono anche picchiatori e gente disposta a svolgere “lavori sporchi”, vale a dire spaccio di droga e traffico di armi. Non è vero? Tutto a favore della “causa” naturalmente, della “lotta contro le ingiustizie”. Ma è realmente questa la molla che li spinge a lasciarsi la Ummah alle spalle, per unirsi a dei punkabbestia con cani al guinzaglio?

No, c’è una ragione ben più profonda ed è la mancanza di fede in Allāh subḥānahu wataʿālā, in Allāh Ar-Rāziq e Ar-Razzāq, il Sostentatore e Colui che a tutto provvede.

È certamente vero che i fratelli e le sorelle di origine immigrata o appena giunti in Italia, come in altri paesi occidentali, hanno molto spesso vita difficile, dovendo affrontare situazioni d’indigenza e marginalizzazione. L’insicurezza, la sensazione di disorientamento e la preoccupazione per il futuro, li rendono così facile preda di coloro che fanno leva su questi sentimenti per poterli sfruttare in maniera cinica e ingannevole per i propri scopi pseudo-politici, allontanandoli per di più dalla comunità musulmana di riferimento e dal Dīn che ogni credente è chiamato a seguire.

Tutto ciò, per aver dimenticato una delle verità più basilari dell’Islām, ovvero che il Rīzq, inteso come il provvedere alle necessità della vita materiale, oltre che di quella spirituale, può provenire solo e soltanto dall’Altissimo:

In verità, Allāh è il Sostentatore, il Detentore della forza, l’Invincibile (Sūrah “Adh-Dhāriyāt”, 51:58).

E in verità, Allāh è il Migliore dei Sostentatori (Sūrah “al-Hajj”, 22:58).

Il Sacro Corano si sofferma più di cento volte sul concetto di Rīzq e su come esso si realizza, dunque è lo stesso Allāh subḥānahu wataʿālā a tranquillizzarci, a dirci che ‒ se restiamo sulla Ṣirāṭ al-Mustaqīm ‒ sarà sempre Lui a provvedere per noi. La paura è però una delle debolezze umane e su di essa fa affidamento Shayṭān per aprire le porte allo shirk e “sviare” i musulmani, mettendoli in questo caso nelle mani dei suoi soldatini con la “falce e martello”, per giunta atei e materialisti, contro il matrimonio e la famiglia, promotori dell’agenda LGBT-eccetera e di ogni sorta d’indecenza. Lo “sviamento” è completo.

Il fenomeno è in via di espansione in Italia, ma ha trovato terreno fertile anche in Grecia, altro paese tra quelli europei maggiormente messo alla prova negli ultimi anni dal fenomeno migratorio. L’anarco-insurrezionalismo italiano e greco hanno stretto un’alleanza, e i musulmani di origine immigrata ne sono diventati lo strumento. Ma la verità è dietro l’angolo e per scorgerla basta distogliere lo sguardo dallo shirk, anche solo per un attimo, e rivolgerlo ad Allāh subḥānahu wataʿālā.

Agli occhi dei musulmani che si sono lasciati “sviare”, apparirà allora chiaramente il grande bluff dei “centri sociali” e degli “spazi okkupati”, che ci rimanda a un altro conclamato grande bluff, quello del terrorismo e del cosiddetto jihadismo, che continua a sfruttare guerre, il collasso degli stati e gli sconvolgimenti geopolitici per generare fitnah all’interno della Ummah, conducendo tanti nostri fratelli e tante nostre sorelle sulla strada della perdizione ormai ovunque nel mondo. Senza dimenticare il grande bluff degli Ikhwān al-Muslimīn, che hanno approfittato del caos delle rivolte della Primavera Araba per appropriarsi delle rivendicazioni popolari con l’obiettivo di prendere il potere (e basta).

L’inglorioso epilogo della partecipazione “democratica” di al-Nahḍā alla vita politica, che sta andando in scena proprio in questi giorni in Tunisia, dovrebbe essere d’insegnamento tanto per i musulmani che negli Ikhwān hanno creduto, quanto per quei musulmani che ripongono speranze e illusioni nei compagni.

A questi fratelli e sorelle, il Sacro Corano ha già detto tutto:

“Se fossero usciti con voi, non avrebbero fatto altro che aggiungervi confusione, e si sarebbero messi in mezzo a voi, cercando [di causare] fitnah contro di voi. E in mezzo a voi avrebbero trovato degli ascoltatori. E Allāh sa tutto dei trasgressori” (Surah “At-Taubah”, 9:47).

“Non potete opporvi [ad Allāh] sulla terra e, all’infuori di Allāh, non avete né custode né alleato. Fra i Suoi segni vi sono le navi come montagne sul mare. Se vuole, calma i venti ed ecco che stanno immobili sulla superficie. In verità in ciò vi sono segni per tutti i pazienti e i riconoscenti. O le annienta per quel che si meritarono, e Egli molto perdona” (Sūrah “Ash-Shūrā”, 42:31-34).

Di sicuro, se rimpiangerete quanto avete fatto e vi pentirete (Tāwbah), Allāh subḥānahu wataʿālā vi perdonerà.

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