🇵🇸 Con gli occhi puntati su Hormuz e la distruzione sanguinosa del povero Libano, il genocidio permanente che continua a consumarsi nella Striscia di Gaza è uscito dalle cronache di giornali e telegiornali, a parte qualche trafiletto o menzione di circostanza. È un sintomo del calo di attenzione generale verso la Palestina che ha colpito tutti indistintamente, anche i musulmani.
Eppure nella Striscia sono 800 i martiri palestinesi rimasti uccisi negli ultimi 8 mesi, vale a dire dall’inizio del presunto cessate il fuoco, dimostratosi nient’altro che una riedizione su scala ridotta della furia che continua a muovere Shaytanyahu e compagni.
Il bilancio dei feriti è altrettanto significativo. Si tratta di 40 mila palestinesi, che hanno riportato lesioni permanenti. Tra questi, uno su quattro è un bambino. Le lesioni riguardano traumi agli arti, amputazioni, lesioni al midollo spinale, ustioni e lesioni cerebrali traumatiche. Un record certamente ragguardevole per l’unica “democrazia” in Medio Oriente!
Gli sfollati sono oltre un milione, più della metà della popolazione. Le condizioni igienico-sanitarie e d’insicurezza alimentare restano tremendamente inumane.
Che fare?
Dal “blocchiamo tutto” al “tutti bloccati”: il grande movimento di protesta che si era contrapposto al colonialismo sionista e alla sua violenza sembra esserci disciolto nello sconforto, nella rassegnazione e nell’impotenza.
I musulmani – in Italia come nel resto d’Europa e del mondo – hanno allora la responsabilità di risvegliare le coscienze e le volontà di quanti hanno già avuto il coraggio di dire NO al fascismo con la stella (di Davide), sollevando gli animi anche di coloro che erano rimasti in silenzio o a guardare mentre le manifestazioni (quelle pacifiche) inondavano strade e piazze al grido di giustizia e libertà per la Palestina.
Affinché ciò avvenga, la prima cosa da fare, fratelli e sorelle, sarebbe la più ovvia come musulmani, ma spesso troppo spesso ce ne dimentichiamo: invocare l’aiuto di Allāh subhānahu wa taʿālā.
Come possiamo pretendere di raggiungere di risultati concreti senza il favore dell’Altissimo?
PreghiamoLo allora, tutta la Ummah unita. Rivolgiamo a Lui costantemente le nostre adʿiyah, che Egli ci guidi nelle parole e nelle azioni. Solo così potremo essere davvero efficaci, a beneficio di tutto il movimento di protesta per la liberazione della Palestina.
Pronunciamo insieme, con umiltà e pentimento:
“Oh Allāh, nostro Signore, ascoltaci. Con la Palestina ci richiami all’impegno e al coraggio. Noi siamo qui, come strumenti al servizio dei Tuoi disegni ineffabili. Apri una via di salvezza per i palestinesi dalle crudeltà e dalle efferatezze della tirannia. Oh al-Qadīr, accogli nella Tua infinita misericordia la nostra supplica… Amīn”.
Solo così – pregando, pregando, pregando – la nostra voce potrà tradursi nel successo sperato. Palestina libera! 🇵🇸 ☝️
