“SVIATORI” DI GIOVANI MUSULMANI: SE LI RICONOSCI, LI EVITI

Nicola Ferrara è tornato in libertà. Il processo con la giustizia terrena è sfociato in un patteggiamento, ma del suo effettivo pentimento per le deviazioni kharijite, come le chiamerebbero i fratelli salafiti, sa meglio solo Allāh subhanahu wa ta’ala. L’ultima parola spetterà al Migliore dei Giudici e sul verdetto, come per ognuno di noi, non ci saranno dubbi. Intanto, quasi un anno è passato dalla scarcerazione avvenuta nel febbraio 2021: cosa avrà fatto Nicola Ferrara fino ad oggi? L’importante è che abbia smesso di fare ciò che in tribunale ha ammesso di aver fatto sulla base delle indagini degli inquirenti, e che riteniamo opportuno ricordare qui di seguito non per rendere ancora più forti i rimorsi della sua coscienza, ma come monito soprattutto per i giovani musulmani, per nascita o ritornati all’Islām.

Se e quando, dentro e fuori la moschea o le associazioni che frequentate, doveste imbattervi in un qualche soggetto sempre sorridente e disponibile, che sembra comportarsi da amico e fratello maggiore nella fede, ma poi vi parla di “stato islamico” (o meglio del presunto tale) e su Facebook vi manda immagini di Osama Bin Laden, delle Torri Gemelle, del sedicente “califfo” Al Baghdadi e di “martiri” dell’ISIS, nonché di donne con il mitra in mano e di bambini armati che giurano di uccidere i “miscredenti”: ebbene, evitatelo e se potete denunciatelo, all’imam, ai genitori o altri punti di riferimento, se non ve la sentite di andare in prima persona direttamente alla polizia.

Ah, il soggetto potrebbe mandarvi anche immagini di bambini morti per indurre voi stessi all’inganno del suicidio per il piacere di Shāytan, con la colonna sonora dell’ultimo nashīd’ prodotto dalla casa discografica dell’ISIS, che al ritornello fa così: “Il miscredente è renitente. Versate il sangue della sua giugulare”. Oppure: “Avanza fratello, avanza verso la morte, tu che sei coraggioso. Vieni e indossa una carica esplosiva, accorri ed esplodi, così la morte è migliore ed è migliore il destino”.

E se vi propone di andare in Siria o in Iraq, mandatecelo voi con un bel calcione… e che in ospedale ci finisca lui se vi dice che il Coronavirus “è un dono di Allāh, una cosa positiva”, per qualunque ragione la sua mente bacata possa elaborare.

Si tratta di cattive azioni che vanno riconosciute immediatamente, così da evitare di cadere nella trappola: anche nel male, c’è il bene degli insegnamenti di Allāh subhanahu wa ta’ala, che dal cielo illuminano la terra e che i musulmani sono chiamati a seguire se vogliono restare (o tornare) sulla “Retta Via”, proseguendo fino al suo punto d’arrivo.

“Chi verrà con il bene avrà qualcosa di ancora migliore”, ma “coloro che verranno con il male…” (Sūrah “An-Naml”, 27:89-90).

Rispondi