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L’attacco del 7 ottobre ha portato con sé morte e distruzione per i fratelli e le sorelle palestinesi della Striscia di Gaza, colpiti da genocidio e tradimento, seguiti a ruota dai poveri libanesi. Nello Shām, invece, sembra che la vittoria sia stata finalmente concessa, Subhān Allāh.
Il condottiero islamico del momento, Abū Muhammad al-Jawlānī, non ha sbagliato una mossa ed ha aspettato con pazienza il momento giusto per attaccare. È forse tutta qui la chiave dell’esito positivo di tutti i nostri “sforzi”, altrimenti vale il vecchio detto “si stava meglio, quando si stavo peggio”, vero Hamas ed Hezbollah?
Anche al-Jawlānī e i mujāhidīn di Hayat Tahrīr al-Shām hanno una lunga storia da “sviati del jihād” e ciò non va dimenticato. Ma il cambiamento autentico è possibile ed è premiato con il successo fī sabīli ‘llāh.
Al-Jawlānī pare aver ritrovato il lume della Sharī‛a e nel contesto “pluralistico” di Aleppo, Hama e Homs, ha chiaramente annunciato che governerà secondo la giustizia islamica per il bene di tutta la popolazione: musulmani, cristiani, drusi e alawiti. Terrà fede alla parola data? Vigileremo attentamente. È questa (e solo questa) la via per Damasco, in shāʾ Allāh.
Il compimento della rivoluzione siriana è davvero a portata di mano. Dopo l’oscurità della tirannia, nello Shām l’“alba nascente” (al-Falaq) della pace è sempre più vicina.
