SUFI E SALAFITI, È L’ORA DELLA PACE

Sufismo sì, sufismo no… È da qualche tempo che dall’osservatorio del blog assistiamo silenti alla diatriba secolare interna alla Ummah tra musulmani detrattori del tasawwuf e musulmani che invece il tasawwuf lo difendono come parte integrante dell’Islām, pur non essendo necessariamente sufi essi stessi. È uno scontro ormai all’ultimo sangue, dove non sembra esserci più spazio per il dialogo e per un confronto civile ed equilibrato tra punti di vista che seppure divergenti prendono le mosse dall’intenzione comune, buona e giusta, di far piacere al nostro Signore, Allāh Subḥānahu wa Ta’āla.

Va comunque fatto rilevare che i livelli di animosità, se non di odio reciproco raggiunti, sono dovuti in larga misura all’atteggiamento esageratamente oltranzista di molti tra gli amici, fratelli e sorelle salafiti.

Da un lato, non fatichiamo a riconoscere come il pensiero e la predicazione dello sheikh Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb siano stati mossi da preoccupazioni condivisibili, nello “sforzo” di chiudere ermeticamente la porta della Religione a ogni forma di shīrkh, il grande nemico del Tawḥīd, una prova costante posta sul cammino di fede e conoscenza di ogni musulmano. Dall’altro, anche nella preoccupazione va mantenuta la necessaria wasatia, per evitare che a restare chiusa sia invece la porta della ragione e della ragionevolezza.

“Associare” ogni forma bislacca di pseudo-religiosità al sufismo, oppure negare che il tasawwuf, inteso come ricerca della vita contemplativa, sia parte integrante dell’Islām, significa guardare alla realtà con la vista sfocata e quando si usa un occhio solo non è possibile un corretto discernimento.

Il sufismo ortodosso rispetta pienamente le regole della Sharīʿah, che male c’è a riconoscerlo? Nessuna bid’ah o tentativo di “manomettere l’Islām”, insomma. E lo diciamo senza nutrire alcuna simpatia per danze e piroette, poiché spesso viatico per pericolose deviazioni dall’Islām in stile New Age o tra il comico e il ridicolo (bisogna ammettere anche questo).

In sintesi, il tasawwuf è di per sé una cosa seria, ma non il comportamento di tutti i Sufi rispetta tale serietà come dovuto. Al contempo, ciò non vale umanamente per tutte le correnti?

Sul sufismo, ci sembra “giusta” la valutazione lasciataci da Ibn Taymiyya. Sì, proprio lui: “La gente ha diverse opinioni sui Sufi. Alcuni di loro esagerano e li vedono come i più grandi musulmani. Ci sono alcuni che vedono tutti i Sufi come innovatori che hanno abbandonato l’Islām, ma questo è diffamatorio. La migliore opinione su di loro è che si tratta di una fazione islamica operosa, che ha lavorato duramente per arrivare alla verità. Così, alcuni di loro sono ingiusti verso se stessi, altri sono misurati e altri gareggiano nel compiere buone opere. Ci sono anche delle fazioni che ai Sufi non appartengono affatto”.

Tra sufi e salafiti ci sono divergenze su questioni teologiche e dottrinarie? Riapriamo allora la discussione, anche come modalità di purificazione dei nostri cuori. Scopriremmo magari che siamo tutti in errore, Allāh a’alam. Ma basta con i pregiudizi, gli stereotipi, le accuse infondate e gli insulti feroci, perché sono, specie questi ultimi, ad essere anti-islamici. E che la controparte dell’Ahl as-Sunnah wa al-Jama’ah porti pazienza e non si lasci trascinare dalle provocazioni.

Aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allāh e non dividetevi tra voi e ricordate la grazia che Allāh vi ha concesso: quando eravate nemici è Lui che ha riconciliato i cuori vostri e per grazia Sua siete diventati fratelli. E quando eravate sul ciglio di un abisso di fuoco, è Lui che vi ha salvati. Così Allāh vi manifesta i segni Suoi affinché possiate guidarvi (Sūrat ‘Āli ‘Imrân, 3:103).

Sufi e salafiti, siamo chiamati a un grande “sforzo” per ristabilire la nostra fratellanza nell’Islām che purtroppo è venuta meno. Superiamo le fratture che indeboliscono l’intera Ummah, lasciando la “partigianeria” a quei presunti musulmani che usano l’Islām per fare politica e soddisfare il senso di protagonismo del proprio nafs, come fossero candidati a una campagna elettorale. Sufi e salafiti, è l’ora della pace. Bi’ithnillāh.

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