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La tragedia in Palestina non si limita alla Striscia Gaza: anche nella Cisgiordania occupata, i nostri fratelli e sorelle affrontano ogni giorno nuove sofferenze. Nel campo profughi di Nour Shams, vicino a Tulkarem, centinaia di famiglie vivono nell’angoscia del dislocamento forzato mentre le loro case vengono abbattute, indovinate da chi?
Queste demolizioni non sono eventi isolati, ma sono parte di un piano di eradicamento di massa che va avanti da decenni, impunemente e senza alcun serio tentativo di impedirlo da parte della cosiddetta “comunità internazionale”. Esultano invece i coloni, che rimpiazzeranno i legittimi abitanti palestinesi con nuovi insediamenti estremisti.
È il modello Netanyahu, che attende con ansia di essere replicato a Gaza, come nel sul del Libano e della Siria.
Dal punto di vista islamico, questa situazione richiama profondamente il valore della giustizia (ʿadl) e della difesa degli oppressi (al-mustaḍʿafīn).
Il Sacro Corano ci ammonisce – “Allāh ordina la giustizia…” (sūrat an-Nahl, 16:90) – e ricorda che l’oppressione non sarà perdonata: “…quando gli ingiusti vedranno il castigo, [esso] non verrà in nulla alleviato e non sarà concesso alcun rinvio” (sūrat an-Nahl, 16:85).
Il Migliore dei Giudici (Ahkamu al-Hākimīn) vede ogni sofferenza, anche quelle silenziose fatte di lacrime nascosta nel cuore. A maggior ragione, Egli è pienamente a conoscenza delle umiliazioni manifeste inflitte a esseri umani strappati dalla propria terra, dai luoghi in cui sono cresciuti e dove hanno vissuto i loro antenati.
Privati della dignità, i nostri fratelli e sorelle palestinesi in Cisgiordania come a Gaza continuano a resistere con coraggio, a pregare e a sperare, nonostante il peso del dolore e della devastazione che li circonda. Pur nella prova, trovano rifugio nell’invocazione “Hasbiyallāh wa niʿma al-wakīl” – “Allāh ci basta ed è il Migliore dei Sostenitori” (sūrat Āl ʿImrān, 3:173) – e mostrano a tutta la Ummah come la luce della vera fede sia sempre presente soprattutto nei momenti più oscuri, nutrendo l’anima e impedendole di cedere a reazioni di violenza cieca e autodistruttiva…
Allāhu mawjūd! La Palestina è in primo luogo una questione di fedeltà ai principi tramandati nella Parola dell’Altissimo. Restiamole accanto con preghiera, cuore e speranza, finché la giustizia non trionferà.
