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Oggi lâItalia torna a âBloccare Tuttoâ per la Palestina. Scioperi e manifestazioni si stanno svolgendo per la seconda volta in tutto il paese, mentre le imbarcazioni umanitarie della Flottilla continuano a sfidare il muro armato alzato da Israele anche sul mare.
Sappiamo dei disagi e delle difficoltà che il blocco sta causando nelle varie città , ma si tratta di una causa buona e giusta, per la quale un maggiore coinvolgimento collettivo è quanto meno doveroso.
Di fronte al genocidio nella Striscia di Gaza portato avanti senza impedimenti, è infatti necessario che la societĂ si mobiliti nella sua interezza, sia per provare ad esercitare un impatto efficace sul versante italiano (obiettivo giĂ raggiunto dalla prima iniziativa di protesta), che per risvegliare le coscienze di coloro che finora si sono dimostrati distratti se non indifferenti, troppo presi dalle cose di tutti i giorni per dedicare allâimmane tragedia in corso lâattenzione che merita.
Portiamo pazienza dunque (sabr), se vedremo treni e bus non arrivare, se il traffico aumenterĂ , se figli e nipoti rimarranno per un giorno a casa invece di andare a scuola o allâasilo (compresi i miei!), se allâuniversitĂ si salterĂ qualche lezione: meditiamo piuttosto sugli scenari di Gaza e tutto si ridimensionerĂ .
Morte, fame, distruzione, sangue e lacrime: un giorno âbloccatiâ ci può stare, non ci sono le condizioni per lamentarsi.
Da musulmano, sono fiero che una grande spinta a questa mobilitazione generale sia giunta da tanti di noi in nome di pace e giustizia.
Studenti, lavoratori, esponenti di associazioni, tra cui anche italiani tornati allâIslÄm come il sottoscritto: siamo il cuore pulsante dellâiniziativa e finora siamo stati da esempio, rispettando nel manifestare lâordine pubblico e il resto dei cittadini, contrariamente ad altri partecipanti, che purtroppo si sono contraddistinti per aver commesso violenze inutili e dannose.
Ci stiamo comportando esattamente come si addice a chi porta su di sĂŠ la responsabilitĂ di rappresentare lâAhl al-Sunnah wal JamÄâah. Ebbene, SubhÄn AllÄh, continuiamo cosĂŹ e non lasciamo che le proteste pacifiche vengano dirottate da pochi violenti e facinorosi, che hanno ceduto alla tentazione di sfogare rabbia e frustrazione per la situazione di Gaza con atti vandalici e distruttivi.
La violenza è un boomerang che può solo ritorcersi contro il movimento, vanificando ogni sforzo. A rimetterci non saremo noi, ma i giĂ martoriati fratelli e sorelle della Striscia. Restiamo uniti e determinati, senza aizzare divisioni per la causa palestinese: solo cosĂŹ potremmo davvero essere la loro voce. E che AllÄh swt ci guidi per la liberazione della Palestina âď¸ đľđ¸
