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Ringraziamo il fratello Mohammed, che Dio lo preservi e lo ricompensi, per aver condiviso con il nostro blog un altro dei suoi pensieri volti alla diffusione della corretta ‘Aqīdah. Jazāk Allāhu Khayran. ☝️
Il nostro amato Profeta, che Iddio lo elogi e lo preservi da ogni male, ci disse: “… Tūba agli estranei”. Ora, molti traducono questa affermazione come “lieta novella agli estranei” per ciò che vivono… Ma se approfondiamo il significato del termine “Tūba”, la gente della sapienza e i nostri amati Pii predecessori ci hanno detto che la “lieta novella” è un albero in Paradiso, o anche il Paradiso stesso. Quindi chi sono questi “estranei”? Sono coloro che hanno seguito gli insegnamenti del Libro di Dio e della Sunnah del Profeta, che Iddio lo elogi e lo preservi da ogni male, e hanno rettificato i loro passi verso il loro Rabb nello stesso momento in cui la gente si è corrotta. Qui non si generalizza sulla gente, ma solo su una categoria e si tratta dei musulmani, che si sono corrotti allontanandosi dai precetti islamici con cui è stato mandato Muhammad, che Iddio lo elogi e lo preservi da ogni male. Quindi lieta novella agli “estranei”. E che Iddio ci renda tra di loro e ci colmi di bene e sapienza.
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LA GIUSTA ‘AQIDĀH

Se posso chiedere: io ho inteso questa cosa come, più o meno, “felice chi si è allontanato dalla pratica della fede (che già gli appartiene) ed è tornato sui suoi passi”.
Ho capito correttamente il senso?
Chiedo anche: nell’islam esiste il concetto di salvezza per coloro che musulmani non sono, ma che pur senza un’adesione formale e consapevole seguono ‘la via di Dio”?
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