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Gli “sviati del jihād” hanno lasciato il loro marchio di morte anche la scorsa estate. Il 26enne siriano che ha ucciso 3 persone ferendone 9 a Solingen in Germania, ʿĪssā al-K., ha agito alla maniera del “lupo solitario”, non operando per conto di una cellula in particolare, ma la sua affiliazione ideologica con lo “stato anti-islamico del Terrore” è stata confermata dagli investigatori, sebbene non vi sia prova al momento che l’organizzazione abbia istigato direttamente il compimento della strage.
Ciononostante, i falsi mujāhidīn del presunto “Islamic State” non hanno perso l’occasione per rivendicare con un video l’ennesimo attacco, non risparmiando richiami di circostanza al genocidio dei musulmani palestinesi nella Striscia di Gaza, nel tentativo di riottenere almeno una fetta della perduta visibilità mediatica.
Che gli “sviati del jihād” stavano per colpire nuovamente era comunque nell’aria. La tensione generata dai concerti programmati in Europa da una “cantante” statunitense (Taylor Swift) ha infatti aperto la strada al gesto del giovane proveniente dal Bilād al-Shām. Pace alle anime delle vittime, consolazione ai famigliari e pronta guarigione per i feriti, anche dal punto di vista psicologico.
La spinta ad uccidere pronunciando invano il nome di Allāh Subḥānahu wa Taʿālā potrebbe essere legata alle vicende personali di ʿĪssā al-K. come aspirante rifugiato, deluso dal decreto di espulsione per mancanza dei requisiti necessari. Ed è qui che lo “stato anti-islamico del Terrore” si è inserito con le sue manipolazioni della mente e del cuore, trasformandolo in un soldatino di Shayṭān.

Quanti giovani dalle vicende disperate e in circostanze simili a quelle di ʿĪssā al-K, finiscono nelle mani degli“sviati del jihād”? Tanti, troppi! Come già dimostrato in passato…
Tra coloro che hanno subito il loro plagio non possiamo non ricordare il famigerato “Jihadi John”, britannico di origine kuwaitiana, il volto feroce dell’ascesa dello “stato anti-islamico del Terrore” nello Shām, giunto al cospetto di Allāh swt all’età di 27 anni. Che sorte avrà avuto nell’Ākhirah?
È da diversi anni che la cronaca giornalistica ci racconta regolarmente di ferimenti e omicidi scampati, Alḥamdulillāh, a seguito di attacchi condotti nelle strade o nelle stazioni, sugli autobus o nelle metropolitane di città europee, ad opera soprattutto di giovani e giovanissimi musulmani, a cui gli “sviati del jihād” hanno inculcato il “culto” della violenza quale unica risposta possibile a situazioni di difficoltà a livello sociale.
In realtà, i ragazzi disagiati che faticano ad integrarsi cedono alle lusinghe di questi manipolatori e finti credenti, più per disperazione che per effettiva convinzione ideologica. Perché, diversamente dalle aspettative, lo “stato anti-islamico del terrore” offre loro nient’altro che l’illusione di appartenere a un gruppo dove ritrovare la propria identità e una qualche protezione basata su una pseudo-fratellanza di fede, mentre invece li manipola e li sfrutta per ottenere i suoi sordidi scopi, noncurante di quale ne sarà la sorte. Bisogna fare attenzione!
Ecco allora l’importanza fondamentale del ruolo educativo delle famiglie e della stessa società nell’accompagnare i più giovani nel percorso di crescita, affinché non cedano alle lusinghe sempre pronte delle organizzazioni “deviate”.
Come musulmani siamo poi tutti chiamati ad assolvere il nostro dovere, diffondendo consapevolezza su questi pericoli e promuovendo la non-violenza nelle attività di Da’wa, online e non. Da questo punto di vista, noi del blog Jihād senza Spada siamo e resteremo in prima linea. Per rafforzare la nostra azione siamo pronti a dare assistenza e sostegno ai giovani e alle famiglie che si trovano purtroppo a vivere momenti di confusione e circostanze drammatiche, tuttora molto diffuse.
Siamo qui per ascoltare e prestare aiuto. Basta scriverci un’email (jihadsenzaspada@gmail.com) anche in forma del tutto anonima, se preferite, oppure contattateci sui nostri social media. Che Allāh al-Musta’ān ci faciliti in questo sforzo e guidi sulla Retta Via i fratelli e le sorelle che l’hanno smarrita, seguendo il cammino della perdizione tracciato dagli “sviati del jihād”. Amīn!

