LACRIME E PREGHIERE DALLA PALESTINA AL LIBANO

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Nella triste rubrica #PalestineNews, la redazione del blog Jihād senza Spada dedica questo post a tutti i fratelli e alle sorelle libanesi, a tutti gli amici del Paese dei Cedri, a prescindere da religione e orientamento politico.

Verso di loro esprimiamo grande dolore e senso di vicinanza per una catastrofe umanitaria le cui proporzioni parlano da sé: oltre 700 morti e più di 1.800 feriti in 96 ore, con i bambini che costituiscono il 96 percento dei pazienti portati in ospedale, mentre 600 mila sono le persone in fuga che hanno trovato rifugio nella capitale Beirut e nelle regioni più a nord, sebbene non vi sia più un angolo di terra al sicuro sotto il cielo libanese.

Senza contare i bombardamenti e le distruzioni che si sono susseguite per quasi un anno di terrore in tutto il sud sotto i colpi d’Israhell, con i morti che in totale salgono allora a 1.540. E i venti di guerra che soffiano dalle narici di Satanyahu dicono che non è finita qui. Si prepara infatti l’invasione di terra, sotto gli occhi impotenti dei paesi arabi, occidentali e dell’intera “comunità internazionale”. Allāh al-Musta’ān.

Con il 7 ottobre che si avvicina, ci sarà tempo e modo per tirare le fila di un anno di follia, perché di questo si tratta. Una follia che ha portato la Striscia di Gaza all’annichilimento totale, con un’ulteriore stretta della repressione in Cisgiordania contro i palestinesi. Mentre il Libano – suo malgrado, almeno per la stragrande maggioranza della popolazione già esausta e sanguinante dopo molteplici calamità – oggi si vede completamente assorbito da una spirale di violenza efferata che sta minacciando in maniera fatale la sua stessa esistenza e finora non ha servito in alcun modo la “causa palestinese”. Non è vero?

Ma, come detto, rinviamo la “resa dei conti” con i responsabili di questa immensa tragedia a un articolo successivo. Ora è solo il momento di pregare, affinché l’Onnipotente apra per palestinesi e libanesi una nuova strada verso la pace e la libertà. Che la Sua mano scenda a protezione dei perseguitati e metta a tacere le armi. Bi’ithnillāh. Viva il Libano e viva la Palestina.

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