GAZA, STOP GENOCIDE NOW!

#PalestineNews 🇵🇸

Quasi non ci si crede che siano passati poco più di 100 giorni, perché a giudicare dalle cifre da capogiro che quantificano l’entità dei massacri e delle distruzioni in corso senza sosta nella Striscia di Gaza, sembrano passati 100 anni. Si parla di:

– Almeno 25.000 palestinesi uccisi (fonte ufficiale il Ministero della Sanità di Gaza, sì proprio lui), di cui 9,600 bambini (cifra confermata da Save the Children);

– 60 mila feriti, con 10 bambini al giorno a cui viene amputato un arto o entrambi (Save the Children);

– 8.000 persone di cui si sono perse le tracce (ancora il Ministero della Sanità di Gaza);

– 21 ospedali su un totale di 36 che sono stati chiusi, mentre i 15 restanti sono appena funzionanti (World Health Organization);

– Oltre 600 palestinesi rimasti uccisi all’interno di strutture ospedaliere a seguito degli attacchi israeliani (World Health Organization);

– 1 milione e 700 mila sfollati (85 percento della popolazione), che vivono in tende privi di minimi mezzi di sostentamento e tra questi 500 mila rischiano letteralmente di morire di fame (Nazioni Unite).

– 79 giornalisti e operatori dei media uccisi, 16 feriti, 3 scomparsi e 21 sopravvissuti arrestati.

I numeri non mentono e dicono tutto sia dell’odio ceco e brutale che anima il terrorismo di Israele, che dell’enorme cecità strategico-militare, unita alla più totale mancanza di rispetto e senso di responsabilità verso la vita dei palestinesi, di chi questo incredibile meccanismo di morte lo ha scatenato (una simile stoltezza può davvero assumere la dignità di “Jihād armato”, evocato da molti con una certa leggerezza?).

Mentre la media dei palestinesi quotidianamente ammazzati (Oxfam) è la più alta tra i conflitti verificatisi in epoca recente – 250 al giorno, molto più che in Siria (96.5), Sudan (51.6), Iraq (50.8), Ucraina (43.9), Afghanistan (23.8) e Yemen (15.8) – la seconda “nakba” è tragicamente sfociata in “genocidio” sotto gli occhi del mondo intero, occhi di spettatori sia impotenti che complici.

Tutto in 100 giorni, senza contare che la fine di questo tunnel di sofferenza e dolore è ancora lontana. Non si parla nemmeno più con insistenza di un cessate il fuoco per dare un po’ di respiro alla popolazione stremata, e ancor meno di una cessazione immediata della barbarie senza precedenti di cui sono vittima i fratelli e le sorelle palestinesi.

Preghiamo affinché Allāh swt li sostenga, preservi e ricompensi. E che da questa immensa tragedia possa far nascere un fiore. Palestina libera! ☝️🇵🇸

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