In risposta al recente annuncio da parte del regime “sviato” e anti-islamico dei Ṭālibān, il blog “Jihād senza Spada” ribadisce il suo “NO” secco e perentorio alla reintroduzione della lapidazione per le donne “adultere” (o presunte tali) in Afghanistan.
Nella Sharīʿah non c’è un’ingiunzione chiara, netta e indiscutibile che prescriva la “lapidazione”. Si tratta piuttosto dell’incorporazione nel quadro della legge islamica di una prassi “culturale”, o meglio di un (ab)uso e un (mal)costume risalenti a epoche passate, poi divenuti parte integrante di alcune interpretazioni della dottrina per volontà “umana” e non divina.
Allo stesso modo, i divieti per le donne di uscire di casa, studiare e lavorare non appartengono all’Islām, ma alla sua caricatura fanatica ed estremista promossa dai Ṭālibān, che si sono ormai posti irrimediabilmente al di fuori della Ummah. L’aver sconfitto gli Stati Uniti non li scusa dall’aver nuovamente stabilito un regime anti-islamico.
Dopo decenni di guerre e sofferenze, che Allāh swt conceda ai fratelli e alle sorelle in Afghanistan di liberarsi definitivamente dall’oppressione e dall’ingiustizia, aprendo gli occhi, la mente e i cuori di coloro che erroneamente ancora vedono nei Ṭālibān degli eroi e dei modelli da seguire. Amīn. ![]()
