BANDIERA DELL’ESTREMISMO E ISLAM “POLITICO”: QUAL È IL NESSO?

“Jihād senza Spada” ha appena ricevuto da un lettore un’interessante segnalazione e la redazione ha ritenuto opportuno condividerla immediatamente con tutti gli utenti del blog. Il lettore, che ringraziamo per la fiducia accordataci, ha affermato di svolgere l’attività di ricercatore presso un’università italiana su temi legati all’Islām, specie dal punto di vista storico, e durante la consultazione di materiale su internet si è imbattuto in quello che ha definito uno “strano sito”. Si tratta di “Islamic World ‒ Analyzes”, nato nel “febbraio 2013” come ambizioso “archivio informatico” di “selected news from [the] Ummah”, stando allo slogan nell’intestazione.

A richiamare subito l’attenzione del lettore non è stato l’errore ortografico presente nel titolo (la “z” in luogo della “s” in “Analyzes” potrebbe essere anche solo un vezzo), ma lo sfoggio nella homepage della bandiera nera tipica di organizzazioni terroristiche come ISIS e Al Qāʿida. È il vessillo del “jihadismo con la spada”, che racchiude la malintesa concezione di Shahādah (la testimonianza di fede per i musulmani) propria dell’estremismo, in nome della quale sono state commesse stragi e violenze senza precedenti (per un chiarimento sulla distorsione che l’estremismo fa della Shahādah e del principio dell“unicità di Dio”, il Tawhīd, su cui essa si basa, vedi qui).

Il nostro lettore non ha poi potuto fare a meno di notare “l’enfasi sulla dimensione politica” posta dal portale, che si propone infatti di trattare “i rilevanti eventi politico-istituzionali dei Paesi della Ummah islamica e le attività dei movimenti politici ispirati all’Islam”.

Qual è, pertanto, si chiede il lettore, “il nesso che collega la bandiera dell’ISIS e di Al Qāʿida alla ‘mission’ del sito”? Una “mission” che denota una certa propensione favorevole alla politicizzazione dell’Islām e ai suoi fautori, tutt’altro che estranea alle radici ideologiche a cui il terrorismo contemporaneo continua ad attingere. La domanda sorge spontanea e dovrebbe essere rivolta direttamente agli ideatori, che si mantengono anonimi sebbene, spulciando tra i contenuti, qualcosa forse lasciano trapelare di sé.

Provando ad avanzare una spiegazione, si potrebbe dire che, nell’ottica di “Islamic World ‒ Analyzes”, il “jihadismo con la spada” viene considerato come parte integrante de “la lunga marcia dell’Islam politico”, per citare una delle frasi più significative che si trovano sul portale. Se l’“Islamismo rivendica legittimità”, lo fa pertanto anche per conto dell’estremismo, quale fase necessaria della “mobilitazione” a cui “l’Islam politico è sempre chiamato […], specie quando forze […], apertamente o subdolamente antagoniste, si frappongono tra il messaggio della Rivelazione e il compimento del suo destino storico”.

Il ricorso alla violenza “politica” diventa allora strumento essenziale per l’abbattimento degli ostacoli incontrati durante “la lunga marcia”, per consentirle di proseguire verso la meta, ovvero il compimento del destino storico della Rivelazione: un’implicita giustificazione, a dir poco, del terrorismo dell’ISIS e di Al Qāʿida, che vengono in sostanza investiti di una missione divina. Vero “Islamic World ‒ Analyzes”?

Ancora una volta, menti brillanti e visionarie, ma “sviate” da una fascinazione ideologica in alcun modo attribuile all’Islām di per sé, hanno intrapreso la marcia della fede e della ricerca spirituale nella direzione sbagliata, peraltro con chiari intenti di proselitismo: lo si può desumere dalla preoccupazione per il “pubblico italiano”, affinché riceva un’“informazione corretta”, senza “propaganda” e “distorsioni”, sullo svolgimento della “Storia politica islamica” nell’era odierna.

Gli estremi per la chiusura del sito sembrano esserci tutti, così come per il ravvedimento di chi lo ha ideato. Continuate con le segnalazioni, possono servire anche a questo. Insha’Allāh.


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